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Investimenti sostenibili 4.0 – Bando 2026

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  • September 11, 2026
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Investimenti sostenibili 4.0: il Bando 2026 per le MPMI del Mezzogiorno

Sostenere la trasformazione digitale ed ecologica del tessuto produttivo: è questo l’obiettivo del Bando “Investimenti sostenibili 4.0 – Bando 2026”, regolato dal Decreto Direttoriale del 5 agosto 2026 e gestito operativamente da Invitalia nell’ambito di una misura del MIMIT.
Dal 10 settembre 2026 è possibile effettuare la precompilazione della domanda. In questa fase le imprese possono compilare il piano di investimento, caricare la documentazione richiesta e generare il codice di predisposizione della domanda.
L’invio della domanda sarà invece possibile dal prossimo 6 ottobre 2026, dalle ore 10:00 alle ore 17:00 nei giorni lavorativi. La procedura è a sportello e le domande vengono considerate secondo l’ordine cronologico di arrivo.
L’assegnazione delle risorse avviene fino a esaurimento dei fondi disponibili, pari a circa 447,6 milioni di euro complessivi. Di queste risorse, il 25% è riservato esclusivamente alle micro e piccole imprese.

Chi può accedere al Bando 2026

L’incentivo è rivolto esclusivamente alle Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) che, alla data di presentazione della domanda, possiedono specifici requisiti.
Innanzitutto, l’impresa deve avere una sede operativa attiva e localizzata in una delle Regioni del Mezzogiorno previste dalla misura: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Le imprese devono inoltre essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese. È richiesto il regime di contabilità ordinaria e il possesso di almeno due bilanci approvati e depositati.
Per quanto riguarda la regolarità contributiva e normativa, è necessario il rispetto delle norme edilizie, urbanistiche, del lavoro e della tutela ambientale, oltre alla regolarità del DURC.
Tra i requisiti viene inoltre indicata una specifica novità assicurativa per il 2026: l’impresa deve essere in regola, ove applicabile, con l’obbligo di stipula di polizze assicurative contro calamità naturali ed eventi catastrofali, previsto dalla Legge 213/2023.
Infine, non devono essere state effettuate delocalizzazioni verso l’esterno dell’Unione Europea nei due anni precedenti.

I settori di attività ammissibili

Le attività economiche vengono verificate sulla base della nuova classificazione ATECO 2025.
Tra quelle indicate rientrano le attività della Sezione C – Attività Manifatturiere.
Sono inoltre previsti specifici codici relativi ai servizi alle imprese, inclusi quelli riguardanti attività di estrazione, gestione dei rifiuti e servizi tecnologicamente avanzati. Tra gli esempi indicati figurano i codici collegati ad attività ambientali e di ripristino, come ATECO 37 e 38.

Investimenti tra innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale

I programmi di investimento devono essere finalizzati all’ampliamento della capacità produttiva, alla diversificazione dei prodotti oppure alla trasformazione radicale del processo produttivo.
Per accedere all’agevolazione, i programmi devono includere obbligatoriamente due elementi.
Il primo riguarda l’utilizzo di tecnologie abilitanti coerenti con il Piano Transizione 4.0. Tra gli esempi indicati rientrano Cloud, Big Data, Intelligenza Artificiale, Blockchain, Internet of Things e Robotica avanzata.
Il secondo elemento riguarda la sostenibilità ambientale. I progetti devono favorire l’economia circolare o l’efficientamento energetico e devono garantire una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva di almeno il 5%.

Quanto si può investire

Il Bando prevede una soglia minima di spesa pari a 750.000 euro e una soglia massima pari a 5.000.000 di euro.
È inoltre previsto un vincolo rispetto al fatturato: l’importo complessivo delle spese ammissibili non può comunque superare il 70% dei ricavi/fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato.

Come è strutturata l’agevolazione

La misura copre complessivamente fino al 75% delle spese ammissibili, attraverso una struttura composta da tre componenti.
Il 35% è riconosciuto sotto forma di contributo a fondo perduto, in conto impianti.
Un ulteriore 40% consiste in un finanziamento agevolato a tasso zero, rimborsabile in un periodo massimo di 7 anni e senza necessità di garanzie particolari.
Il restante 25% rappresenta la quota a carico dell’impresa, che deve essere garantita attraverso risorse proprie oppure mediante finanziamenti bancari ordinari non agevolati.

Quali spese sono ammissibili

Le spese devono essere sostenute successivamente alla presentazione della domanda e comunque entro un termine massimo di 18 mesi dalla concessione dell’aiuto.
Tra i costi finanziabili rientrano i macchinari, gli impianti e le attrezzature nuovi di fabbrica.
Sono inoltre ammesse le opere murarie e impiantistiche, purché siano sostenute nei limiti strettamente necessari al funzionamento dei macchinari.
Rientrano tra le spese ammissibili anche i programmi informatici, i software e le licenze correlati alle tecnologie 4.0, oltre ai servizi di consulenza specialistici.

Un'opportunità da valutare con attenzione

Il Bando “Investimenti sostenibili 4.0 – Bando 2026” presenta quindi una misura rivolta alle MPMI del Mezzogiorno, con requisiti specifici, precise caratteristiche degli investimenti e una struttura di agevolazione che combina contributo a fondo perduto, finanziamento agevolato e quota a carico dell’impresa.
La presenza di diversi requisiti di accesso, vincoli economici, caratteristiche tecnologiche e ambientali dei progetti e specifiche tempistiche rende importante valutare attentamente la possibilità di utilizzare questo strumento agevolativo in relazione alla propria impresa e al proprio programma di investimento.

Il supporto dello Studio Romano

Per le imprese interessate a utilizzare questo strumento agevolativo, Studio Romano è a disposizione per approfondire la tematica e assistere l’impresa nell’intero iter procedurale.
È possibile prenotare una sessione dedicata con lo Studio Romano per valutare l’opportunità offerta dal Bando e approfondire il percorso relativo alla propria impresa.